Archivio minimo nasce dalla collezione Sergio Oriente – Enrica Piscolla.

Raccoglie fotografie, riviste, autografi, prime edizioni, veline giornalistiche, cataloghi, inviti, documenti e altri materiali cartacei e non. All’interno dell’accumulo del collezionista i singoli materiali cessano di esistere come pezzi isolati e diventano tracce capaci di aprire relazioni.

Il punto di partenza è spesso un ritrovamento. Una fotografia senza contesto immediato, una dedica, un numero di rivista con un articolo significativo, un ritaglio, un documento minore. Ogni pezzo può diventare l’inizio di una ricerca.

L’archivio minimo non cerca la completezza. Lavora per nuclei: piccoli insiemi coerenti che mettono in relazione oggetti diversi e rendono visibile una microstoria, che si trasforma in una mostra minima.

Ogni documento viene osservato per ciò che mostra, e per ciò cui si collega, per la costellazione che compone: persone, opere, istituzioni, luoghi, eventi, circuiti editoriali, forme della cultura visiva, letteraria, artistica, politica e sociale.

L’Archivio minimo è uno spazio di ricerca e restituzione di un materiale privato. Conserva frammenti e li anima interrogandoli.

Cerca nella piccola evidenza materiale una forma possibile di conoscenza storica.